Ma il blog è morto?

Sono passati quasi due mesi dall’ultimo post. Non ho scritto per due motivi: uno, mi sono goduta il tempo estivo con la mia famiglia; due, avevo bisogno di riordinare le idee su come e cosa scrivere nel mio blog.

Ho letto molto. Romanzi, per rilassarmi; da tempo non leggevo una media di due libri a settimana ed è stato bellissimo. Non riesco a smettere. Quello che mi affascina di più delle storie è poter interpretare un susseguirsi di eventi – non sempre legati fra loro – come un continuum, connettendo i punti fino a che non sento che in quella storia, in quel vissuto, ci sono dentro anche io.

Questo è quello che vorrei regalare anche a voi, lettori, attraverso il blog. Non solo una serie di contenuti magari interessanti, ma piccole storie con le quali portare voi nel mio mondo e darmi il permesso di entrare un po’ nel vostro.

A breve, quindi, sarò di nuovo qui, con la prima storia.

2 Comments

  1. In questo periodo storico i tempi creativi non vanno d’accordo con i tempi – socialmente condivisi – del produrre (a tutti i costi, con buona pace delle conseguenze, che tutte non prevediamo). E’ neurologico: il periodo di gestazione di un’idea, un progetto, una storia, è più lento della velocità smodata (cit.) della comunicazione d’oggi. Aspetto la prima storia con curiosità 🙂

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